Fine estate, nuovi inizi

Published by

on

Per molti l’estate è un periodo di pausa, più o meno parziale. C’è chi si riposa, chi ne approfitta per vedere amici e parenti, chi legge e chi viaggia.

Ognuno passa l’estate a modo suo, ma spesso accade che questa stagione porti con sé delle domande, delle constatazioni o delle riflessioni sulla propria vita o sul mondo.

L’estate rappresenta una battuta d’arresto, un’occasione per ricominciare, per decidere di percorrere una strada diversa o per pensare a come costruire qualcosa di nuovo su quella su cui si è già.

Per alcune persone può costituire un momento molto doloroso, che avvicina al confronto con dolori passati e solitudini presenti. Può chiamare alla compagnia, così come può rispondere alla perdita. Può far godere dei frutti del proprio lavoro o può mettere di fronte alla frustrazione della precarietà.

L’estate porta con sé sentimenti contrastanti, specialmente quando si appresta a finire e la routine si ripresenta con la sua monotonia cadenzata.

Crescono i dubbi, crescono le angosce e le resistenze al rientro, oppure matura in sé la determinazione a cambiare, una piccola voce che diviene appena udibile che ci chiede per favore di prenderci cura di noi.

Allora ascoltiamo l’estate e quello che ha da dirci. Soffermiamoci e ascoltiamo. Chiediamo aiuto, se possiamo farlo.

Perché ogni grande domanda nutre una risposta celata, ogni piccolo dubbio apre a una vasta complessità. Siamo più di quello che pensiamo di essere. Non siamo solo quello che crediamo.

La sofferenza spaventa, attanaglia, sembra talmente enorme da non poter essere affrontata. Sentiamo di non poter essere capiti da nessuno, viviamo la solitudine del nostro dolore.

Ma c’è di più: si può accogliere, si può provare, si può abbracciare quella montagna partendo dal più piccolo filo d’erba e prendersene cura.

Si può prendere per mano la propria matassa informe e accompagnarla con amore perché trovi un luogo sicuro in cui poter cominciare a sbrogliarsi.

Questo luogo può essere una stanza di terapia, un percorso di cura ed evoluzione. Un luogo e un incontro umano in cui è possibile sentirsi ascoltati, accolti, non giudicati e liberi di essere semplicemente se stessə.

Si può davvero mettere mano al proprio dolore, si possono davvero affrontare quei pattern dolorosi che portano a sbattere la testa sempre sulle stesse cose e quelle scelte, a volte fin troppo sofferte.

Tutti gli esseri umani soffrono, ma non tutti allo stesso modo. Non c’è nulla di sbagliato nello stare male, né nel modo in cui lo esprimiamo. Alcuni nostri comportamenti risultano forti, difficili da tollerare: e se fossero delle richieste di aiuto?

Si può essere, insieme. Si può passare attraverso il dolore, insieme. Si può scavare nelle profondità, insieme. Si può divenire, insieme.

Si può scegliere.

Lascia un commento

Previous Post

Scopri di più da Dott.ssa Chiara Soligo | Psicologa clinica, sessuologa e psicoterapeuta in formazione

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere