La distanza tra la testa e il cuore

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Un divario forse un po’ troppo grande tra pensieri ed emozioni.
I pensieri corrono e regnano sovrani.

Le emozioni esistono?
Sì magari le proviamo, ma sembra non ci dicano niente.
Una grande confusione.
Ci sembra di andare contro noi stessə, di non capire nulla.

Se i nostri pensieri ci hanno portato ad agire così o a pensare così, perché ci sembra sbagliato?
Ci può sembrare di sbattere continuamente la testa contro il muro, di non essere soddisfattə.

Come sta il nostro corpo?
Manda dei segnali?
Le emozioni hanno una forte base corporea, ma non sono sempre facili da leggere.

Un corpo che parla e una testa che capisce un’altra lingua.
Un cuore che esprime un bisogno e una testa che rincorre il suo opposto.
Due enti separati che non dialogano.

E poi si sente tanto parlare di mente e corpo come una cosa unica!
Ebbene sì, la separazione mente corpo cartesiana nella sua esasperazione porta a una scissione profonda tra queste due parti di noi.
Porta a un’incomunicabilità e spesso ad un’impasse.

Le emozioni sono la nostra parte più animale, quella che ci indica come sopravvivere nell’ambiente.
Il pensiero arriva dopo, quando abbiamo già controllato tutti i pericoli dell’ambiente e siamo sicuri che nessun animale ci sbranerà.
Allora possiamo pensare.

Ma pensare, pensare troppo, se da un lato libera, dall’altro può imprigionare.
Può portare all’incapacità di ascoltare quel cuore che conosce la risposta, che sa sopravvivere e cercare le risposte di cui abbiamo bisogno.
Quel cuore che sa trasformare le emozioni in sentimenti duraturi.
Quel cuore che sa amare.

E sì, che sa amare anche se stessə, non solo lə altrə.
Per percorrere la strada della felicità, che non ha mai una meta, bisogna puntare ad accorciare questa distanza.

Se vi ritrovate in quello che ho scritto, non siete sbagliatə, non siete condannatə a vivere questa difficoltà.
Ci sono persone che fanno fatica a identificare le proprie emozioni, a dare loro un nome e si ritrovano intrappolatə in un pensiero quasi sempre orientato all’esterno.

Provate a fermarvi.
Ad ascoltarvi.
Ad ascoltare se il vostro corpo vi manda dei segnali: dolori, tensioni, blocchi.
Non dovete per forza capire cosa significhino, ma iniziate a farci caso.  Sperimentatelo, quel corpo!

Se sentite che tutto questo vi blocca e vi fa vivere male, potete parlarne con unə psicologə.
Si possono fare dei bellissimi percorsi per aiutare la testa e il cuore a danzare di nuovo alla stessa musica.

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Scopri di più da Dott.ssa Chiara Soligo | Psicologa clinica, sessuologa e psicoterapeuta in formazione

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