C’è una parte nella vita di ognuno di noi che viene spesso relegata al segreto, al mistero. Una sfera di cui non solo non si può parlare, ma a cui non si può, talvolta, neanche portare il pensiero.
Che la sessualità sia ancora oggi un tabù non è sicuramente un mistero. Ma pur essendo un ambito molto intimo, la sua censurabilità è strettamente legata alla storia e alla cultura. Basta, infatti, spostarsi nel tempo e nello spazio per cambiare prospettiva.
Nell’Antica Grecia erano molto diffuse le relazioni omosessuali, anche come veicolo di apprendimento. Basti pensare alla poetessa Saffo, che ha dato il nome alle relazioni saffiche o lesbiche, dal nome dell’isola sulla quale viveva. Leggendo la letteratura classica sicuramente non si ha la percezione di interdizione che ancora soffoca l’espressione di questa parte dell’essere umano oggi.
Rispetto a un più recente passato proibizionista, si sono fatti dei grandi passi avanti e l’Organizzazione Mondiale della Sanità oggi parla di salute sessuale riferendosi a uno “stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale in relazione alla sessualità” al di là dell’assenza di problematicità nel funzionamento sessuale.
Ma questo non basta a garantire la salute sessuale: per l’OMS servono anche condizioni di sicurezza e tranquillità. La sessualità non deve essere condizionata dalla violenza, dalla coercizione e dalla discriminazione. Il rispetto deve sempre essere centrale in ogni relazione sessuale e i diritti di tutti devono essere rispettati.
Se a questa definizione corrisponde il benessere sessuale individuale, possiamo immaginare come l’immersione in una società che discrimina anche la minima differenza, che ha bisogno di generare squilibri di potere per far sentire pochi in pace con se stessi, che giudica chi si esprime, renda difficile il realizzarsi della salute sessuale.
Inoltre, la sessualità a volte può essere dolorosa o comportare delle disfunzionalità, che ostacolano il benessere sessuale individuale. Ma il concetto di sessualità non coincide solo con l’avere rapporti sessuali attraverso gli organi genitali. E’ espressione della nostra sessualità anche il modo in cui appariamo, ovvero il nostro ruolo di genere, il modo in cui la nostra mente fantastica e la direzione che segue il nostro cuore.
E’ in tutti questi campi che interviene la sessuologia clinica. Si tratta infatti di un approccio terapeutico, che aiuta gli individui a prendersi cura, a vivere e/o a ristabilire il proprio benessere sessuale.
Si occupa di tematiche legate all’identità di genere, all’orientamento sessuale. Tratta le disfunzioni sessuali, ma anche le discriminazioni e la violenza legate al genere e alla sessualità di una persona. Si apre alla coppia o alla polecola, aiutando lə partner a vivere al meglio le proprie relazioni sessuali. Si occupa di benessere sessuale a 360° e di prevenzione della salute.
Non solo di sessualità si può parlare, ma vi sono dellə professionistə professionalmente formatə ad aiutarvi. La sessualità è al centro del benessere di un individuo e delle relazioni tra più individui: vale la pena prendersene cura.
Se fa male, fa sentire a disagio, o forzatə, se non funziona o se si avverte eccessiva fatica, se ci si sente discriminatə o di dover assumere un ruolo diverso da quello che si sentirebbe naturalmente di voler prendere, si può chiedere aiuto, senza vergogna o timore. Siamo tuttə unicə e la sessualità è bella perché c’è spazio esattamente per tuttə: si tratta di trovare le condizioni per viverla ed esprimerla al meglio. Perché veramente, c’è spazio per tuttə!


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